16 luglio 2016

Neil Young - Tonight's the Night (1975)

Che qualcuno voglia portarsi su un'isola deserta, luogo idealmente paradisiaco, un disco come Tonight's the Night è quasi preoccupante: battute o paradossi a parte, è riconosciuto da tutti che questo sia uno degli episodi più malinconici e drammatici messi sul pentagramma da una rock'n'roll star. Dedicato agli amici scomparsi Bruce Berry e Danny Whitten, album su cui aleggia lo spirito malato della tossicodipendenza e dell'abbandono, Tonight's The night è quasi la negazione sistematica della pace e del successo di Harvest. Pubblicato nel '75, in seguito ad altri contradditori lavori (eppure capolavori assoluti della poetica younghiana) come On the Beach e Time Fades Away, in realtà registrato e concepito due anni prima, proprio a ridosso del citato Harvest, questo disco è un'unica, lunga confessione di dolore, dove il sound dei Crazy Horse superstiti (raggiunti dal giovane Nils Lofgren e da altri amici come Jack Nitzsche) appare precario, abbozzato, passando dalla desolazione di Borrowed Tune al fracasso di Come on Baby Let's Go Downtown (catturata dal vivo al Fillmore East). Neil Young canta "fastidiosamente" fuori tono e svogliato, riflettendo il momento di smarrimento e amarezza. Buona parte è dominata da un country rock desertico e ubriaco, su cui gruppi come i Green on Red ci costruiranno una carriera, e in ballate come Mellow My Mind, Roll Another Number, Lookout Joe o nella strepitosa Albuquerque si possono individuare le radici del suono che apparterrà al giovane rock americano negli anni '90.  (Mia valutazione:  Distinto)

(Davide Albini)

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