17 luglio 2016

John Coltrane - A Love Supreme (1964)

"Mr Coltrane, cos'è, per lei, l'amore supremo?", "L'espressione spirituale di ciò che sono, la mia convinzione, il mio abbraccio all' Onnipotente". "A Love Supreme è diviso in quattro parti". "Certo, Acknowledgement (riconoscimento), Resolution (decisione), Pursuance (perseveranza) e Psalm (inno). Rappresentano tutte il mio ringraziamento al Signore". "Lo stile è cambiato. C'è ancora Charlie Parker, da qualche parte, ma sta mutando forma". "Sì, lo stile è quello del jazz modale. Di nuovo. Tuttavia avverto il bisogno di guardare altrove. Forse verso il cielo e le stelle. Ho bisogno di un fraseggio più veloce e aggressivo. Per inseguire la luce celestiale del cosmo". "La struttura resta semplice, come nelle quattro note di Acknowledgement, ma le potenzialità sono infinite". "Ma il punto non è la quantità, il punto è lasciare spazio all'istinto. Non reinventare all'infinito, bensì reinventare l'infinito". "Resolution e Pursuance, però, sono ricchissime". "Grazie alla batteria di Elvin Jones e al contrabbasso di Jimmy Garrison. Il suo assolo, nella seconda, è la materializzazione della pienezza dell'Uomo, della sua serenità, di fronte al Volto di Dio". "Mentre nei sette minuti di Psalm l'emozione è affidata al suo sax tenore". "Perché la devozione è un fatto individuale. Mi esercito sullo strumento dieci ore al giorno. Parlo attraverso l'imboccatura del sax, non usando le parole. A Love Supreme non è una preghiera. È il linguaggio della preghiera che si fa suono. La chiamata alla fede. La vocazione religiosa". "Musica sacra?", "Non saprei. Posso sperare sia tratti di musica benedetta".  (Mia valutazione:  Capolavoro)

(Gianfranco Callieri)

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