1 ottobre 2011

Marlene Kuntz - Uno (2007)

di Silvano Bottaro

“…i Marlene Kuntz vivono il loro presente e il loro presente è in continua evoluzione…”Sono le parole di Cristiano Godano, cantante e paroliere, rilasciate in una recente intervista.

Anche se sono sulla scena musicale italiana da dieci anni, non conoscevo il loro mondo sonoro. Mi sono avvicinato a questo disco per curiosità e quindi non avendo ascoltato i loro dischi passati, mi è difficile fare opera di paragone, probabilmente è solo un vantaggio.
Questo nuovo lavoro (il settimo per la cronaca) è prodotto e arrangiato da Gianni Maroccolo, è composto da dodici tracce, dodici canzoni che hanno come comune denominatore: l’amore.
Il titolo stesso di questo cd “Uno” è assai emblematico. Uno è unico, unico è l’amore. Questa è la summa del disco.
In sostanza quello che esce fuori a testa alta da quest’opera sono i testi.
Le parole sono vere e proprie poesie, poesie d’amore. L’amore in ogni sua sfaccettatura, amori dolci, drammatici, poetici e fisici, come sentimento unico e indecifrabile di cui non sappiamo fare a meno.
La musica invece gioca un ruolo secondario. E’ solo semplice accompagnatrice, pura melodia che ben si amalgama con le parole scritte da Godano.
“Uno” è un album da ascoltare attentamente con orecchie libere da ogni pregiudizio.
Questo è il loro presente. (Valutazione: Distinto)

3 commenti:

Blackswan ha detto...

Uno è un disco controverso.Da fan della prima ora ( ho " Catartica " nel cuore ), di fronte a questo lavoro,ahimè,inorridisco.Ma conosco molti che lo trovano ottimo.Se vuoi approfondire il cd che ho citato ( che è del 1994 ) e " Ho ucciso Paranoia " ( del 1999 ) sono i migliori del lotto MK.

novalis ha detto...

Sono senz'altro un "ascoltatore" atipico dei MK nel senso che, non impazzisco per i loro primi lavori e neanche per gli ultimi, questo "Uno" è un capitolo a parte, lo trovo assai poetico e profondo ma capisco anche la "vostra" (nel senso di veri fan) diffidenza per questo album.

Blackswan ha detto...

Non è diffidenza.E' che proprio non ci piace.I MK ci raccontavano che anche in Italia si poteva suonare come i Sonic Youth.Li abbiamo amati per la rabbia di Festa Mesta e le distorsioni di Sonica.Un'immediatezza che faceva palpitare.E quando si è fans,o si ama,i cambi di registro son visti come tradimenti.Si ragiona col cuore.Tu lo hai scritto molto bene:non avere un paragone è solo un vantaggio.Uno ho provato a riascoltarlo anche oggi,ma proprio non ce la faccio.Ma sono anche convinto che sia un disco che si fa amare,che ha un suo senso e che regala poesia.Sono contento che tu ne abbia parlato:oggi,li ho riascoltati tutto il giorno :)