17 marzo 2011

La terra promessa #11 (Fine)

Se consideriamo il rock come una musica "primitiva", dobbiamo sempre ricordarne il valore "magico", l'affinità con tradizioni apparentemente lontane ed estranee. Se pensiamo alle qainat, le prime cantanti a cui si fa risalire l'origine della musica araba, dobbiamo ricordarci che esse erano allo stesso tempo prostitute e cerimoniere: la musica congiunta al piacere sessuale e all'evocazione religiosa. Una possibilità che la nostra cultura tenderebbe a escludere, se non fosse per il rock.
A dispetto della tradizione accademica che proprio negli ultimi anni ha ribadito spesso la sua miope e reazionaria isteria conservatrice, il rock, proprio per la sua congenita mancanza di pudore, ha potuto lasciarsi andare nei sentieri più sfrenati della libertà espressiva, esplorando zone buie e scurrili, luoghi sporchi e viziosi quali la cultura tradizionale non ha mai voluto sporacrsi le mani. Il rock? Musica per i bassifondi dello spirito. (Gino Castaldo)(Fine)

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